Il rilievo è un processo della geometria descrittiva che rappresenta un manufatto architettonico in tutte le sue parti. 

All’interno di un progetto d’intervento per il costruito, il rilievo, proprio per la sua funzione di conoscenza, svolge un ruolo determinante e decisivo per le scelte progettuali successive; infatti, a seconda di come verrà impostato e del rigore di esecuzione, si potrà pervenire a risultati differenti, con una maggiore o minore precisione dell’informazione restituita. Obiettivo delle operazioni di rilievo è quindi la raccolta di dati il più possibile precisi, non solo relativamente alla rilevazione geometrica, ma anche in funzione della valutazione della quantificazione degli aspetti materici e statici (stato di conservazione, quadro fessurativo, ecc.) .

Il rilievo inoltre non è riconducibile a un semplice fatto tecnico inquadrabile nel gesto del misurare, anche perché a monte dell’operatività va compiuta una scelta critica riferita all’oggetto del rilievo per renderlo discreto. L’insieme delle operazioni che porteranno dal continuum del manufatto al discreto degli elaborati grafici, sono per forza soggette ad un progetto nel quale si definiscono le operazioni da eseguirsi sia in campagna sia a tavolino. Il rilievo inteso globalmente come conoscenza dell’esistente può dunque essere scisso in due rami paralleli il cui obiettivo comune è evidentemente la conservazione dell’esistente: da una parte l’analisi volumetrica e spaziale e, dall’altra parte, l’analisi costruttiva e materica con approfondimenti sullo stato di degrado e delle relative cause (diagnosi). 

Le due fasi della conoscenza evidenziano inoltre come sia indispensabile la lettura del manufatto da un punto di vista dell’adattabilità alle nuove funzioni, attraverso l’approfondimento di quelli che sono i possibili punti di movimento (punti di libertà) e i possibili punti di vincolo. 

Come si fa il progetto di rilievo

Il progetto di rilievo, per poter esprimere le proprie potenzialità, prevede l’accurata programmazione di una serie di operazioni e di scelte che devono essere effettuate a priori. Il primo passo da compiersi è naturalmente quello di effettuare un sopralluogo per prendere atto dei caratteri più manifesti del manufatto, come ad esempio il rapporto con il contesto, l’intorno, la volumetria, la forma, la distribuzione interna ed i caratteri architettonico-decorativi. 

Già in questa fase è opportuno realizzare una prima battuta fotografica che, pur precisa, difficilmente esaurirà tutte le necessità che si manifesteranno in seguito. Secondo le situazioni si potrà avvertire l’esigenza di abbozzare degli eidotipi, ovvero degli schemi semplificati dell’edificio stesso o di alcune sue parti da utilizzare come basi su cui prendere nota delle prime informazioni constatabili a vista. Questo primo approccio al manufatto assumerà quindi un carattere prevalentemente perlustrativo ed esplorativo. L’esito del primo sopralluogo sarà da considerarsi positivo se alla fine di esso si riuscirà a ricreare in forma di bozza l’insieme delle geometrie (piante e prospetti) che lo caratterizzano. Tali bozze (assieme ai documenti descritti in seguito) saranno la base di partenza per il rilievo geometrico (nessuna misurazione in questa fase è ancora stata eseguita) ma sono già la testimonianza del livello di comprensione e di conoscenza del manufatto. 

Come verifica del livello di comprensione dell’edificio si dovrà considerare in modo auto critico che le parti di manufatto che si fa più fatica a ridisegnare nelle bozze, sono quelle che sono ancora conosciute male. Parallelamente si svilupperà la ricerca di documentazione relativa alla fabbrica con l’obiettivo di raccogliere il maggior numero di informazioni su di essa. Partendo dall’analisi storica è possibile comprendere la genesi dell’edificio, quando è nato, come si è sviluppato, le trasformazioni che l’hanno coinvolto, le demolizioni, le aggiunte e i cambi di destinazione d’uso. Si possono inoltre raccogliere informazioni riguardo alle tecniche costruttive, ai rifacimenti, ai restauri, e appropriarsi delle logiche di sviluppo e di relazione con il contesto. È necessario conoscere, nel senso più ampio del termine, e, soprattutto, imparare a conoscere l’edificio, che è in grado di fornire molte informazioni sulla sua storia. 

Tutti i documenti raccolti devono essere schedati, e riassunti in una relazione storica, il più esaustiva possibile, accompagnata da un elenco cronologico dei principali avvenimenti e della documentazione rinvenuta nel corso della ricerca. I risultati ottenuti dall’indagine storica si potranno incrociare con le informazioni da raccogliersi direttamente nell’edificio, tramite sopralluoghi successivi che consentiranno la constatazione sul posto di dettagli nascosti, rivelatori dei cambiamenti avvenuti. 

Potrà così avere inizio la prima vera fase del progetto di rilievo, pensato e studiato a tavolino, sulla scorta delle informazioni acquisite. Un momento di scelte stanziali, frutto delle considerazioni scaturite in precedenza. In primo luogo si dovrà definire il tipo di rilievo che si vuole ottenere in relazione allo scopo e all’utilizzo successivo, decidendo che tipo di informazioni dovranno essere riportate. Il livello di dettaglio richiesto conduce ad un secondo ed immediato nodo quale la scelta della scala più adeguata a rappresentare i dati rilevati. Frequentemente questa decisione viene presa solamente a posteriori, a rilievo completato, quando in realtà anticipare la scelta equivale soprattutto ad ottimizzare i tempi stessi del rilievo.

Una volta definita la scala di rilievo e quindi il livello di precisione e di dettaglio, si passa a predisporre una seconda serie di sopralluoghi che interesseranno le operazioni topografiche e fotografiche. Prima di dare inizio a questo ulteriore momento di rilievo in situ sarà buona norma predisporre i libri di campagna su cui annotare le informazioni topografiche, in parte sostituiti da apparecchiature informatiche registranti che consentono di riversare i dati raccolti direttamente su hardware. Non da ultima avverrà la verifica delle condizioni della strumentazione e delle macchine. 

Una volta raggiunto il cantiere, si potrà constatare come le operazioni saranno tanto più agevoli quanto più accurata sarà stata la programmazione preventiva a tavolino, a cui sarà necessario attenersi comunque nella maniera più scrupolosa possibile. I libretti di campagna rappresenteranno la base per poter poi effettuare la ricostruzione delle geometrie rilevate, mentre gli schizzi degli ambienti consentiranno la restituzione grafica vera e propria del manufatto. Da tenere sempre presente sono le condizioni al contorno, in particolare modo quelle climatiche, poiché particolari condizioni di temperatura e umidità potrebbero influenzare la strumentazione in uso, oltre che rendere molto più pesante le operazioni di rilievo. 

L'esecuzione di un rilievo geometrico

Il rilievo geometrico (o rilevamento) di un manufatto, il rilievo architettonico o di un elemento naturale, ha come scopo fondamentale la sua collocazione nello spazio e nell’intorno, con la definizione delle sue caratteristiche dimensionali, planimetriche, altimetriche e, quindi, volumetriche. L’esecuzione di un rilievo è da intendersi come l’insieme sistemico delle operazioni mensorie eseguite in campagna e dei calcoli e delle procedure sviluppati a tavolino, al fine di realizzarne una rappresentazione (carta o modello 3D), cioè un documento identificativo dell’oggetto del rilievo (ambito territoriale e/o fabbrica). Tale documento può trovare collocazione su vari tipi di supporto, viene ormai prodotto normalmente su supporto informatico ma è bene non dimenticare mai di produrre rappresentazioni cartacee, anche per i motivi ricordati legati alla scelta della scala di rilievo e al corrispondente livello di accuratezza. La realizzazione di un rilievo geometrico è operata effettuando una scelta di punti (discretizzazione del continuo), facenti parte della superficie fisica dell’oggetto e delle relative discontinuità. In termini moderni il rilievo geometrico corrisponde alla definizione delle coordinate di tali punti in un prescelto sistema di riferimento. Quando poi si considerano le sole coordinate planimetriche, cioè si proietta l’immagine di questi punti sulla superficie di riferimento planimetrica si ottengono le planimetrie, normalmente utilizzate come base del rilievo, alla scala di rappresentazione prescelta. 

Attraverso Il rilievo degli edifici, se vorrai, potrai approfondire gli strumenti di misura e i metodi topografici di rilievo. Buona lettura dei libri sul tema nel nostro catalogo e torna presto a trovarci.

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