Molto spesso viene compromessa la parte iniziale dei sinistri stradali ed è un errore che nessuno può permettersi di fare, perché rischia di incidere sull’esito di un buon risarcimento. Abbiamo pensato di condividere con te una guida dettagliata che ci auguriamo possa esserti utile, quella elaborata da Alessandro Taddia, specializzato nella gestione di incidenti stradali, privati, infortuni sul lavoro e casi di malasanità. Buona lettura.

La cultura necessaria per essere risarciti in caso di sinistro

Tutti abbiamo un cellulare, ma non c’è nessuno che lo utilizzi subito dopo il sinistro per ottenere una documentazione adeguata.

Le persone si limitano a compilare un modulo CAI approssimativo, spesso sbagliato, scritto con una grafia simile ai geroglifici e scarabocchiano disegni imprecisi e fuorvianti.

Al contrario, le persone coinvolte nell’incidente, dovrebbero cristallizzare lo stato dei fatti con la fotocamera del telefono perché riuscirebbero, in questo modo, a comprovare l’esatta dinamica dell’evento o almeno l’ubicazione e l’entità del danno (quando si tratta di un mero danno materiale).

Se tu dovessi avere un sinistro stradale e dovessi riportare un danno alla vettura, il mio consiglio è questo: cristallizza subito i fatti, fai le foto. Oggi abbiamo un altro strumento a nostro favore. Le fotografie dei nostri smartphones sono geo localizzate e possono mostrare l’ora. 

Sai cosa vuol dire? Vuol dire che questi dati forniranno al professionista che gestirà la pratica di risarcimento una certezza aggiuntiva in sede di trattazione con la compagnia. Tutte le Parti coinvolte, infatti, (mi riferisco al tuo professionista e al liquidatore della compagnia assicurativa) beneficeranno di elementi certi e incontestabili sulla base dei quali non verranno intavolate inutili discussioni sulla fondatezza della tua richiesta e i tempi della liquidazione del danno saranno – di conseguenza – più rapidi. Peraltro, desidero sottolineare che lo Studio Taddia è stato il primo a introdurre il modello CAI digitale. Adesso lo stiamo commercializzando. 

Il modello CAI è all’interno del cellulare in una apposita APP. Questo consente agli utenti di essere guidati in maniera smart nella redazione del modulo.

L’App pone le domande del modello da riempire auto compila tutto e lo mette sul modello CID.

Di fatto ti solleva da ogni ansia e stress perché l’applicazione fa tutto da sola, non verrai preso da smarrimento o dal senso di panico che caratterizza spesso i momenti successivi a un evento traumatico come l’incidente stradale.

Il modello CAI digitale 

Devi sempre tenere presente che i momenti successivi al sinistro sono i più significativi per l’andamento della pratica di refusione dei danni.

È necessario cristallizzare la posizione delle auto, i danni riportati, il punto d’urto fra i veicoli e via dicendo.

Con la guida adeguata del CAI digitale hai un’arma strategica che ti tiene al riparo dagli errori o da qualsiasi trascuratezza in un frangente in cui l’emotività potrebbe giocare a tuo sfavore (è un fatto naturale e del tutto comprensibile).

Il CAI digitale è anche multilingua, di conseguenza se il veicolo con cui sei venuto in collisione è straniero o se il conducente non parla l’italiano c’è la possibilità di porgli le domande del modello CAI nella sua lingua madre, senza che insorga nessun problema. Nel caso in cui ci siano dei testimoni oculari, grazie al consenso al trattamento dei dati personali, possono essere fotografati sul luogo del sinistro, legittimando pienamente la dichiarazione testimoniale.

Successivamente al riempimento del modello digitale di constatazione amichevole, puoi inviare il formato PDF alla compagnia di assicurazioni (che, dal canto suo, viene tenuta al riparo dalle truffe) e puoi spedire le foto geo localizzate allegandole al modello stesso. Stante l’assoluta incontestabilità degli elementi assunti digitalmente, l’efficacia e l’importanza di un simile metodo non ha prezzo. Inoltre, come accennavo poco fa, aggira tutte le complicazioni che si presentano – in genere – durante la redazione del modello CAI cartaceo: molti utenti riempiono male gli spazi, le grafie sono incomprensibili, i disegni approssimativi, il punto d’urto non è chiaro e via dicendo. A questa situazione conseguiva quasi sempre una mancata cristallizzazione degli eventi.

L’indicazione più importante che tendo a sottolineare quando parlo di CAI digitale è che grazie alle foto delle vetture coinvolte nel sinistro, è possibile ricostruire la dinamica con maggiore precisione, contestare eventuali dinamiche ricostruite per aggirare la responsabilità nella causazione dell’evento e via di questo passo.

Non devi farti prendere dallo sconforto. Non devi farti prendere dall’ansia anche se è fuor di dubbio che si tratti di un evento traumatico: se hai la consapevolezza di cosa devi fare, sai come agire.

Resta calmo e tutto si sistemerà nel modo migliore, garantendo a ciascuno il giusto risarcimento dei danni patiti. Il mio fine ultimo è sostenere il cliente sempre, anche prima che avvenga un sinistro. La mia tutela è questa: ti dico tutto quello che devi fare, ti lascio precise indicazioni che riuscirai a seguire anche in un momento di stress e potrai riempire correttamente il CAI elettronico inviandolo subito alla compagnia senza avere nulla di cui preoccuparti. Non avere fretta quando fai le foto ai veicoli, non avere fretta quando rispondi alle domande del CAI digitale, è tutto sotto controllo, non puoi sbagliare.

I passi da seguire nel sinistro con danno materiale 

In questa sede stiamo affrontando il sinistro con solo danno materiale; dunque, in mancanza di lesioni fisiche non c’è altro di cui preoccuparsi, segui gli step:

  1. Fai le fotografie alle vetture e – se ci sono – ai testimoni oculari
  2. Compila il modello CAI digitale
  3. Invia il modello alla compagnia assicurativa

I primi 10 minuti successivi al sinistro sono i più importanti, perché è in quel lasso di tempo che si istruisce l’80% della pratica. In seguito, al fine di agire sempre nel modo più corretto e più efficace per l’ottenimento della giusta refusione dei danni, rivolgiti a una carrozzeria convenzionata. Nessuno deve approfittarsi di te, né il professionista chiamato a riparare il danno, né la compagnia chiamata a rifonderlo.

Non affidarti al primo carrozziere che conosci. Accertati prima che la carrozzeria sia concordataria poiché è essenziale che il titolare abbia il potere contrattuale di concordare il danno con la compagnia assicurativa e arrivare prima a una pronta risoluzione della trattativa. Il mio gruppo, per esempio, si avvale della collaborazione di carrozzerie concordatarie.

Queste sono abituate a relazionarsi con il perito delle diverse compagnie e concordano con lui almeno le ore di lavorazione e i pezzi di ricambio. Questo passaggio è molto importante, perché se il carrozziere e il perito non concordano sulla quantificazione totale, puoi essere certo che non è il tuo tecnico a chiedere una cifra eccessiva ma è la compagnia assicurativa a non voler pagare il danno nella sua interezza (magari perché vuole darti un concorso di colpa o per altri motivi che saranno oggetto di verifica in fase di causa).

Quando non ti rivolgi a una carrozzeria concordataria, si possono determinare situazioni che ti catapultano in un limbo di incertezza.

Ti faccio un esempio pratico: il tuo carrozziere di fiducia quantifica i danni riportati dalla tua auto in 5.000 euro, mentre l’assicurazione è disposta a corrisponderti solo la somma di 4.000 euro. La domanda che ti farai subito è: “Il carrozziere ha chiesto troppo e mi vuole frodare o è la compagnia assicurativa che non vuole pagarmi un equo indennizzo?”

Te lo dico fin d’ora, la maggior parte delle persone sono propense a credere al proprio carrozziere e opta per fare immediatamente causa alla compagnia. Errore clamoroso. Devi prima operare le dovute verifiche, perché nel caso in cui sia stato il carrozziere a chiedere una somma troppo elevata (per le ore di lavorazione o per i pezzi di ricambio ad esempio), la compagnia assicurativa non solo non ti corrisponderà la somma offerta ma chiederà al magistrato una condanna per lite temeraria ex art. 96 c.p.c. con un aggravio di spese a tuo carico.

Mancanza di accordo con il perito 

L’accordo con il perito dell’assicurazione può dipendere da molteplici fattori, riconducibili a diverse cause. Non va dimenticato, infatti, che i pezzi di ricambio dell’auto vanno incontro all’usura e al logoramento. Da un punto di vista giuridico, infatti, l’assicurato non può trarre un beneficio o un arricchimento dall’incidente; perciò, la compagnia deve risarcire per l’importo corrispondente al danno effettivamente patito.

Spesso le assicurazioni, nel calcolare le somme da corrispondere, considerano il logoramento dei pezzi. Quando si parla di cambiare uno sportello va da sé che l’assicurazione debba provvedere alla sostituzione con un pezzo nuovo. Tuttavia, nel caso in cui ci si trovi davanti alla necessità di sostituire degli pneumatici o la batteria, spesso la compagnia sceglie di pagare somme minori conseguenti al deterioramento dei pezzi da sostituire. Quello che devi comprendere è che l’indennizzo del danno materiale si configura come un ripristino dello status quo, ovvero della situazione antecedente il sinistro e non può in alcun modo rappresentare un ingiusto arricchimento del titolare del diritto al risarcimento, come ho accennato poc’anzi.

Consiglio sempre ai miei clienti di conservare le ricevute dei lavori fatti sui propri mezzi, le fatture dei pezzi di ricambio dell’auto, poiché in caso di sinistro ha l’opportunità di dimostrare che i pezzi non fossero usurati. In caso contrario, le compagnie propendono per l’applicazione del degrado d’uso sui ricambi, che comporta una sensibile diminuzione dell’indennizzo, non facile da far accettare all’assicurato.

Il fermo tecnico e l’auto sostitutiva

Si definisce attraverso l’espressione “fermo tecnico” o “danno da fermo tecnico” quel tipico danno di natura patrimoniale patito dal proprietario di un veicolo in riparazione. Il pregiudizio che un giusto risarcimento deve far indennizzare è legato all’impossibilità di usufruire del mezzo durante il periodo di sosta forzata in carrozzeria. 

Questa tipologia di danno può consistere anche nelle spese fisse che il proprietario ha dovuto sostenere nonostante l’impossibilità di fruire dell’autovettura, come per esempio il pagamento dell’assicurazione e del bollo auto, la diminuzione del valore commerciale subìta dal veicolo durante la sosta forzata in officina e, infine, il pregiudizio direttamente conseguente al mancato godimento del bene. La refusione del danno da fermo tecnico prevede la possibilità, da parte del proprietario del mezzo danneggiato, di poter usufruire di un’autovettura sostitutiva per i giorni necessari alla riparazione del veicolo.

Ti porto un esempio molto semplice. Se le ore necessarie alla riparazione della tua autovettura sono 10 avrai diritto a utilizzare un’autovettura sostitutiva per due giorni (ogni 8 di fermo vengono considerate come un giorno). Se l’autoveicolo rimane fermo in carrozzeria per una settimana, la compagnia assicurativa non sosterrà il costo del mezzo sostitutivo per il periodo non strettamente necessario alla riparazione del danno. Come vedi la gestione di un danno materiale consta di molteplici sfumature, è opportuno quindi che il professionista da te incaricato per la trattazione del risarcimento sia preparato, efficiente e goda di un’alta considerazione presso i liquidatori, perché il potere nella contrattazione è fondamentale e ti permette di ottenere il giusto risarcimento, nella sua misura massima.

Il danno fisico

In caso di sinistro stradale, oltre al danno materiale riportato dal tuo automezzo (che è un danno a “cose”) potresti subire, nelle circostanze più sfortunate, anche delle lesioni personali che vengono tecnicamente definite “danni fisici”. Voglio illustrarti, in breve, come vengono suddivisi e quantificati i danni alla persona nell’ambito della rc auto. 

Il Codice delle Assicurazioni prevede l’esistenza di un danno patrimoniale e di un danno non patrimoniale. Le lesioni alla persona si sostanziano nella compresenza di due componenti: 

1) danno patrimoniale: ripartito a sua volta in danno emergente e lucro cessante; 

2) danno non patrimoniale: associato direttamente al pregiudizio della salute (il cosiddetto danno biologico che vedremo più avanti). 

Chi risponde in caso di danno fisico 

Il diritto alla refusione del danno fisico è proprio di tutte le persone coinvolte nel sinistro stradale, fatta eccezione per il conducente responsabile dello stesso. L’indennizzo deve essere sempre corrisposto dalla compagnia assicurativa del responsabile. Tuttavia, in presenza di lesioni fisiche lievi (che si traducono in un’invalidità biologica permanente non superiore al 9%) la richiesta può essere avanzata alla propria compagnia, attraverso la procedura del risarcimento diretto. Voglio chiarire in modo puntuale cosa si intende per danno fisico e quale funzione ha il suo risarcimento.

Innanzitutto, il danno fisico consiste nei costi patiti dal danneggiato in conseguenza delle lesioni sofferte. Questi costi sono dovuti non solo alla perdita totale o parziale della capacità lavorativa ma anche al mancato guadagno durante il periodo della malattia. Tali sono i danni patrimoniali, cui ho fatto cenno poc’anzi. 

Come comportarsi nel caso di danno non patrimoniale 

La seconda voce del danno fisico si sostanzia nei danni non patrimoniali. Essi sono quei danni di natura biologica o morale che il danneggiato subisce a seguito della lesione di cui è rimasto vittima. Quello che devi fare nell’immediatezza, quando sei certo di aver riportato un danno fisico a seguito del sinistro in cui sei stato coinvolto, è andare subito in Pronto Soccorso, per cristallizzare e certificare il tuo stato di salute subito dopo l’incidente.

Anche in questo caso è importante fare delle fotografie, in particolare quando riporti delle escoriazioni o delle ferite importanti perché esse – nell’ambito della trattative – contribuiscono a definire l’entità delle lesioni. Naturalmente, come nel caso del colpo di frusta, esistono alcune circostanze in cui le conseguenze del danno fisico si riscontrano dopo alcune ore dall’evento lesivo. Fondamentale rivolgersi al Pronto Soccorso, farsi certificare la diagnosi e in seguito rivolgersi a medici specialisti che siano in grado di verificare con puntualità l’entità della lesione e le caratteristiche di questa nel medio e nel lungo periodo.

Quando un mio assistito subisce delle lesioni, lo istruisco di tutti i passi che deve fare nell’immediatezza dei fatti. Questo per due ordini di ragioni: in primo luogo perché egli sia tutelato e in secondo luogo perché il suo stato di salute venga monitorato senza che nessun giorno di “malattia” risulti scoperto da certificazione medica.

Per esempio, un punto sul quale sono inflessibile è questo: non rivolgerti mai al medico di famiglia per cristallizzare il proprio stato fisico dopo l’incidente. Per le compagnie di assicurazione il certificato dei medici di famiglia purtroppo ha un valore davvero irrisorio. È essenziale, invece, recarsi dal medico specialista di riferimento, a seconda dei danni fisici che sono stati riportato a seguito dell’evento dannoso. Se hai riportato una lesione a un ginocchio o una frattura al braccio è cruciale sottoporsi a una visita ortopedica, così come è essenziale recarsi dal chirurgo estetico quando si riportano escoriazioni sul viso o sul naso. 

Solo gli specialisti sono in grado di gestire la vicenda nel migliore dei modi. Sapranno determinare la prognosi con maggiore accuratezza, con precisione e competenza. Inoltre, va considerato che il danno fisico, talvolta, è accompagnato da un danno psicofisico.

Pensa al caso in cui una modella cade con il motorino e riporta lesioni agli arti e abrasioni sul volto perdendo l’ingaggio per un servizio fotografico. In questa fattispecie sono ravvisabili ulteriori voci di danno oltre alla sofferenza fisica in sé, al danno emergente e al lucro cessante. Mi riferisco alla perdita di chance. Se i danni al volto della ragazza o alle sue gambe sono permanenti le verrà preclusa la possibilità di fare carriera come modella e anche quello è un danno che la legge ritiene risarcibile, accompagnato al danno psicologico che senza dubbio sarà legato alla circostanza. Quest’ultimo, infatti, accompagna di frequente le lesioni fisiche. Ciò spiega come le lesioni vengano risarcite in modo diverso, a seconda del sesso del danneggiato.

L’esempio più classico è una cicatrice sulla gamba.

Viene considerata davvero pochissimo nel caso in cui sia un uomo a riportare la lesione. Al contrario, se la cicatrice deturpa la gamba di una donna è considerata con riguardo, poiché comporta un danno psicologico molto marcato: ci sarà imbarazzo nell’indossare una gonna, nello spogliarsi sulla spiaggia e via di questo passo. Tale sofferenza emotiva, destinata a tradursi in un malessere costante nel caso di lesioni fisiche che lascino traccia estetica in una signora, viene tenuta in grande considerazione nel risarcimento del danno e in alcuni casi può essere più grave della lesione fisica in sé. Molte lesioni vanno poste in evidenza davanti alla compagnia assicurativa in tutta la loro complessità e questo è in grado di farlo solo un professionista specializzato nel settore.

L’importanza delle certificazioni 

Il verbale di pronto soccorso difficilmente riporterà prognosi più alte di 15 giorni nei casi di lesioni lievi. Per questa ragione deve essere corredato da certificazioni successive che documentino il decorso del danno fisico. Questa attività consente di essere precisi e dimostra alle compagnie assicurative la serietà delle lesioni riportate, nonché l’intenzione del danneggiato di curarsi al meglio. I certificati medici di prosecuzioni della malattia devono essere continuativi in modo che nessun giorno rimanga fuori dalla documentazione, come ho già detto in precedenza.

Quando il soggetto danneggiato produce più certificazioni, migliora l’invalidità permanente perché pone in luce il percorso di guarigione cui si è sottoposto in conseguenza del sinistro. Quando si è coperti dalla certificazione medica che comprova le lesioni è ovvio che il danneggiato non debba recarsi sul posto di lavoro perché impossibilitato (almeno nell’immediatezza dell’evento lesivo). In caso contrario, si delinea un’incoerenza di fondo cui l’assicurazione potrebbe fare appello per non pagare le somme richieste.

Le voci attraverso le quali viene calcolato il danno fisico sono:

  • Invalidità Temporanea - i giorni in cui sei stato inabile totalmente o parzialmente;
  • invalidità Permanente - definisce la perdita, totale o parziale, della capacità di lavorare;
  • danno biologico – è quella menomazione temporanea o permanente all'integrità psico-fisica di un soggetto (suscettibile di verifica e di valutazione medico-legale), indipendente dalla capacità di produrre reddito;
  • spese mediche – spese sostenute in conseguenza del sinistro (visite mediche, fisioterapia, farmaci ecc.);
  • danno morale - definito benissimo dalla Cassazione come “l'ingiusto turbamento dello stato d'animo del danneggiato o anche nel patema d'animo o stato d'angoscia transeunte generato dall'illecito”.

Nel caso in cui ci sia un danno psicologico molto serio, invece, è dovuto il risarcimento anche per il percorso psichiatrico che è necessario intraprendere per il danneggiato, oppure l’intero percorso di psicoterapia cui dovrà sottoporsi (pensa, per esempio, a una ragazza che rimane deturpata da una cicatrice sul volto). È naturale che simili danni, tanto particolari e delicati, difficilmente conoscono un giusto risarcimento nella fase extragiudiziale.

Le spese mediche 

Le spese mediche devono essere sempre documentate. Anche le prescrizioni come farmaci e dispositivi medici (per esempio il collare cervicale), vanno acquistati e le ricevute dei pagamenti devono essere presentate alla compagnia in modo che vengano computate nell’erogazione del risarcimento.

Non dimenticare che le spese mediche devono essere direttamente proporzionate al danno fisico subìto. Le compagnie assicurative, ad esempio, hanno degli standard precisi cui riferirsi nella refusione delle spese per fisioterapie: è opportuno non esagerare con le sedute, perché c’è il rischio che non vengano risarcite tutte le terapie.

Il ruolo del medico legale 

Infine, la raccolta delle certificazioni e dell’attività dei vari specialisti che hanno accompagnato il danneggiato nel suo percorso di guarigione viene effettuata dal medico legale attraverso alla relazione medica di parte.

Naturalmente, nel momento in cui le precedenti certificazioni siano state fatte bene, il lavoro del medico legale è più semplice e il risultato in termini di potere di trattativa nella gestione del sinistro, è migliore. Egli, infatti, non dovrà fare altro che effettuare un raccordo della documentazione medica e determinare l’invalidità permanente del soggetto danneggiato. Al contrario, se i medici specialisti non hanno fatto le certificazioni in modo corretto, il lavoro del medico legale sarà più complesso e la relazione medica finale da presentare alla compagnia potrebbe non avere la stessa efficacia. Questo è un errore che non puoi commettere se vuoi ottenere il giusto risarcimento per le lesioni subite.

I sinistri mortali 

Accade, purtroppo, che alcuni incidenti stradali portino conseguenze drammatiche, come nel caso dei sinistri mortali.

Si tratta degli eventi più difficili da gestire, perché sono capaci di mettere in crisi intere famiglie, in particolare quando dei genitori perdono improvvisamente un figlio o la moglie perde il marito.

Va detto che in Italia il sinistro mortale viene risarcito con somme nettamente superiori a quelle che vengono riconosciute negli altri Paesi.

Nello specifico – qui di seguito – indicherò quel che la compagnia assicurativa rifonde in caso di sinistro stradale mortale, anche perché è bene screditare tutte le convinzioni sbagliate (come, ad esempio, che esista un massimale). 

Anzitutto va chiarito che ogni erede ha diritto a un suo risarcimento, in quanto viene pagato il danno morale di coloro che sono legati alla vittima da vincoli di parentela. Questo principio trova fondamento nel fatto che è riconosciuta – e risarcita – la sofferenza per la perdita di un familiare: naturalmente più è stretto il vincolo di parentela e maggiore sarà la somma pagata a titolo di indennizzo.

I parametri fondamentali da considerare sono: 

  • età della vittima;
  • età del parente che ha diritto al risarcimento;
  • convivenza o meno con la vittima;
  • esistenza di rapporti lavorativi con la vittima;
  • assiduità della frequentazione con la vittima;
  • reddito in comune con la vittima

Gli eredi sono quelli in linea di sangue diretta: padre, madre, figli, fratelli, coniuge, nonni e talvolta nipoti. Il tempo necessario per ottenere un giusto risarcimento è circa un anno. È necessario far riferimento al tribunale di Roma per sinistri mortali subiti dagli abitanti di Roma, Crotone, Lanusei, Frosinone, Rieti, Viterbo. Per il rimanente territorio italiano si fa riferimento al tribunale di Milano (nel sito www.infortunistica.it puoi trovare nella sezione mortali).

Le spese risarcibili

Vediamo insieme quali sono le spese risarcibili:

  • funerale;
  • loculo;
  • eventuale trasferimento della salma;
  • visite psichiatriche per evidenziare maggiormente il trauma subito dagli eredi;
  • eventuali spese del notaio per la successione di immobili;
  • spese sostenute a causa dell’evento che il cliente non avrebbe sostenuto se il fatto non si fosse verificato.

Un consiglio che mi sento di dare ai miei assistiti è quello di effettuare sempre un’autopsia sul corpo della vittima per evitare contestazioni; a tale riguardo è importante anche affidarsi a un medico legale di parte e conferire mandato a un avvocato penalista. In questo modo si può avere un accesso agli atti della Procura della Repubblica con rapidità e semplicità.

È fondamentale non improntare la richiesta di risarcimento come una domanda da avanzare unicamente in sede penale, poiché nel 90% dei casi il fatto viene archiviato. Al contrario, occorre avanzare una richiesta di risarcimento in sede civile affinché il giudice possa valutare il risarcimento del danno subìto: non dimenticare che il soggetto responsabile del sinistro potrebbe essere assolto in sede penale ma essere riconosciuto responsabile in sede civile. 

Il danno biologico 

Cosa si intende quando si parla di danno biologico?

Per capire in modo puntuale cosa significhi il concetto di danno biologico, occorre cominciare dalla premessa che l’integrità della persona rappresenta un bene primario. Come tale va tutelato giuridicamente in ogni circostanza, non solo quando la lesione abbia pregiudicato in modo definitivo o temporaneo il danneggiato ma anche in tutte le ipotesi in cui la menomazione abbia determinato un pregiudizio del valore biologico dell’individuo. Di fatto all’individuo e alle sue capacità, viene riconosciuto un valore patrimoniale.

La persona fisica in quanto tale deve trovare una tutela nell’ordinamento a prescindere dal proprio reddito o dal guadagno conseguente all'impiego delle sue energie fisiche o intellettive. In realtà, il danno biologico consiste in una lesione biologica che già di per sé rappresenta un quid che incide sulla perfezione fisica o psichica del danneggiato, pertanto rappresenta un danno da rifondere quando è diretta conseguenza di un comportamento doloso o colposo di terzi. 

Le disposizioni contenute nel nostro ordinamento, riferibili a questo tipo di danno, sono: l’art. 32 della Costituzione; gli artt. 2043 e 2059 del codice civile; gli artt. 581, 582, 590 del codice penale; le norme contenute nello Statuto dei lavoratori del 1970; la L. 833/78 sul servizio sanitario nazionale e le sue modifiche successive. La stessa Corte costituzionale ha rilevato che il “bene della salute” risulta direttamente tutelato dall’art. 32 della Carta Costituzionale con la sentenza n. 88 del 1979 e tale bene rappresenta un diritto fondamentale dell’individuo tanto da configurare un diritto primario e assoluto.

Voglio concludere dicendo che è necessario essere precisi nel provare i danni subiti a seguito di un sinistro stradale, siano essi materiali o fisici.Infatti, nel momento in cui sei in grado di provare i danni subiti nel modo giusto, faciliti anche la compagnia a pagare l’indennizzo dovuto nel caso in cui non lo faccia, dai potere al tuo legale di arrivare al risultato in breve tempo.

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