DISABILIFREE.IT (14 settembre 2007) "Chi è Melissa? Una ragazza affogata misteriosamente nel Tanaro durante il ventennio fascista? Una giovane donna travolta da un'auto in una notte di pioggia su un'autostrada, il cui fantasma appare nella notte agli automobilisti, contemporaneamente in luoghi diversi? O un virus informatico che, per vie subliminali, provoca il suicidio di utenti di Internet dalla psiche più fragile? E' tutto questo e altro ancora, perché questo nome suggestivo indica un annodarsi di influenze mortali che non si comprende bene da dove principino, ma che di sicuro diffondono terrore e provocano incomprensibili decessi. L'autore registra con piglio giornalistico una serie di eventi che esulano da ciò che riteniamo razionalmente spiegabile. Intreccia fatti e ricordi, testimonianze e impressioni, arrivando a descrivere un mondo che perde la materiale consistenza che ci illudiamo di conoscere attraverso le percezioni dei sensi e le elaborazioni razionali. Le rivoluzionarie scoperte tecnologiche, risultato della cosiddetta "rivoluzione quantica", si basano sulla premessa che la realtà essenziale del mondo non è materiale. Vivremmo dunque all'interno di una griglia di energie vibrazionali, che giustificherebbe i fenomeni paranormali che l'autore descrive con allucinata precisione, quasi da reportage giornalistico. E' questo il fascino del romanzo, dove è difficile separare la pura invenzione fantastica da esperienze e ricordi di vita vissuta, con i suoi personaggi caratteristici e noti alle cronache paesane, quelle di Bassavilla come di tanti altri paesi del mondo. Danilo Arona dunque riesce magistralmente nell'intento di usare il genere realistico solo per sovvertirlo e superarlo, secondo quanto l'autore stesso dice di un certo cinema (Arona è anche critico cinematografico) da cui provengono, a suo avviso, presagi e segnali atti a illuminarci sull'oscura essenza della realtà".
THRILLERMAGAZINE.IT (21 settembre 2007) "Bassavilla, simbolo della provincia italiana, al centro di Cronache di Bassavilla (Flaccovio), libro con cui Arona è stato nella rosa dei candidati al prestigiosio Premio Scerbanenco nel 2006". Fabio Novel
MANGIALIBRI.COM (24 aprile 2007) “29 dicembre 1999, ore 5.20 del mattino: in quattro distinti punti della rete autostradale italiana quattro diversi automobilisti vivono un'esperienza sconvolgente. Sull'A4 nei dintorni di Brescia, sull'A1 a San Martino e a Treviso sud viene avvistata pericolosamente in giro a piedi sull'autostrada una giovane ragazza bionda dall'andatura barcollante, vestita con jeans e giubbotto rosso. Nello stesso identico momento, sulla A13 in direzione Venezia una Renault investe e uccide una ragazza del tutto identica a quella avvistata negli altri punti. La ragazza bionda, forse una prostituta, non viene identificata e viene battezzata dai giornali Melissa. Anche Bob Orsetti, dj notturno, avvista la misteriosa ragazza in jeans e giubbotto rosso alla stessa ora sull'autostrada e ripensa a una strana storia appena capitatagli: per molte notti di seguito, una ascoltatrice dalla voce roca e fascinosa lo aveva chiamato in trasmissione dicendo di chiamarsi Melissa, ma quando i due avevano deciso di incontrarsi, all'appuntamento si era presentata una strana tipa che diceva di esser stata mandata lì da un medium per conto del suo spirito-guida, tale Melissa. Intanto si avvicina il 31 dicembre 2000, e i computer di tutto il mondo sono minacciati da un terribile virus di nome... Melissa, che è arrivato in Italia esattamente alle ore 5.20 del 1999. Cosa significano tutti questi fatti? Quale mistero li lega uno all'altro? Possibile che tutto abbia avuto origine da un oscuro fatto di cronaca del 1925, quando la giovanissima Melissa Prigione, commessa in una cappelleria di Bassavila, scomparve senza lasciare traccia, forse suicida? Quale maledizione grava su Bassavilla e forse sul mondo intero? Tra inchiesta e horror, mescolando sapientemente cronaca, leggende metropolitane e fiction, Danilo Arona ci dà il benvenuto nella sua Bassavilla, una sorta di Area 51 piantata come un chiodo nella provincia del norditalia, un luogo non luogo ben noto ai lettori della webzine di controcultura Carmilla, sulla quale Arona tiene da diverso tempo una rubrica-culto. Echi di Buzzati e Suzuki in un libro assolutamente sorprendente nella sua capacità di 'infettare' le coscienze dei lettori trasmettendo una sensazione di malsano, fascinoso orrore che avvince ed emoziona. La narrativa horror italiana (anche se la definizione di horror sta strettissima a Cronache di Bassavilla, e financo la definizione di narrativa non gli rende giustizia) sembra essere entrata in una vera e propria Età dell'oro, e Danilo Arona è uno dei suoi campioni”. David Frati
LA PIAZZETTA (aprile 2007) "'Cronache di Bassavilla' (collana Tempora, editore Dario Flaccovio), l'ultima fatica letteraria dell'alessandrino Danilo Arona, in circolazione dal maggio 2006, è entrato in finale al prestigioso concorso Scerbanenco. La storia, 280 pagine da leggersi col fiato sospeso, prende spunto da un tragico fatto i cronaca nera avvenuto nell'Alessandria degli anni '20 (la Bassavilla del libro). Tutto gira intorno alle misteriose declinazioni metafisiche che il crimine ha generato: un susseguirsi di cronache drammatiche senza apparente logica, puntualmente riscontrate da Arona negli annali cittadini, con entità reali e irreali che si materializzano e smaterializzano ai quattro angoli del pianeta. Seguite personalmente dall'autore, noto studioso del paranormale, le cronache - che vengono descritte con il crudo linguaggio del cronista - citano con precisione matematica fatti, dati e personaggi, anche alessandrini, coinvolti nella vicenda. Una girandola di misteri basati su crimini e avvenimenti che hanno in comune un tragico epilogo fra luoghi, circostanze e personaggi diversi fra loro, separati da fusi orari, dimensioni ed epoche, ma legati da un filo rosso ricorrente: un nome di donna, Melissa, dato per caso (?) a un virus informatico che impazza su e giù per Internet bucando cyber-spazi informatici e mentali, con strane coincidenze temporali nel susseguirsi dei tragici fatti. Tutto da leggere. Per poi dormire con la luce accesa". Rossana Bisoglio
EUROPOLAR (31 gennaio 2007) "Se il noir è, tra le altre cose, il regno dell'inquietudine, allora Bassavilla dovrebbe esserne, a buon diritto, una delle capitali. Anche perché ci passa una Sincronica Maggiore… Ma andiamo con ordine. Bassavilla, si sa, non esiste. Anzi, no, esiste e scoprirne il vero nome è fin troppo semplice, se ci si addentra tra le pagine di questo strano, intrigante romanzo pubblicato da un (quasi ex) piccolo editore come Flaccovio. Romanzo arrivato tra i finalisti del Premio Scerbanenco, vinto per il 2006 da Incontro a Daunanda, di Giancarlo Narciso (stesso editore) di cui abbiamo parlato anche su Europolar. Romanzo? In realtà, questo non è un romanzo, semmai una raccolta di racconti, ospitati dapprima da un sito di resistenza culrurale come Carmilla (www.carmillaonline.it) e poi cuciti insieme e rielaborati da Danilo Arona. Che vive a Bassavilla (alias…) e di mestiere fa il giornalista, lo scrittore e… il cacciatore di leggende? L'indagatore di incubi? Definirlo con precisione non è semplice. Diciamo che da anni Arona si interessa a quel genere di storie che non finiscono in prima pagina. Storie strane, curiose, inquietanti… Storie di automobilisti (persone tranquille, per bene, non in preda ai fumi dell'alcol) che sostengono di aver investito, o evitato per un pelo, in piena notte, una ragazza che camminava in mezzo all'autostrada. Terrorizzati, si sono fermati, in preda allo shock, per prestare soccorso… senza trovare nessuno. Né vivo, né morto. O in qualche condizione a metà tra queste… Piano piano, un nome si fa strada. Melissa. Nome di un'attricetta pornosoft. Di una ragazza, pare, annegatasi per suicidio a Bassavilla, negli anni Venti. Di un virus informatico, propagatosi nel 1999 attraverso internet, che ha infettato, bloccato e danneggiato centinaia di migliaia, forse milioni, di computer in tutto il mondo. Di fantasmi fradici d'acqua, che chiedono soccorso… e scompaiono. Vedo già qualcuno scuotere la testa, qualcuno che pensa alla solita bufala pseudo-new age su angeli, entità sovrannaturali… ma qui stiamo parlando di noir, che diavolo!Eppure… eppure il noir trasuda da ogni riga di questo libro, che parla di una città che non esiste, ma è reale con le sue vie, i suoi fiumi, le sue nebbie. Nebbie che nascondono misteri. Misteri a volte spiegabili, a volte no… Misteri che però hanno avuto testimoni, sono finiti sulle pagine di giornali locali, misteri che hanno coinvolto psichiatri, studiosi, giornalisti, ufficiali dei carabinieri. Bambine morte di paura in un luna-park… Una ragazza morta nel sonno, nel suo letto, i cui organi interni sono distrutti. Proprio come se fosse stata investita da un'auto… O da molte auto… Nello stesso momento… In luoghi diversi e lontani… Per non parlare di quella maledetta Sincronica Maggiore, che sprigiona forze, poteri, capacità particolari… Che fa vedere anche cose che non si dovrebbero, non si potrebbero vedere… Basta. Ho detto troppo. O magari troppo poco… Ah, no. Ancora una cosa. Se potete, non andate a Bassavilla. Ma se proprio volete andarci, fatelo in compagnia di Danilo Arona, e di questo libro. In caso contrario, non dite che non vi avevo avvertito".
Giovanni Zucca
IL GIORNALE DI SICILIA (20 novembre 2006) "Dario Flaccovio Editore da record: sei autori della casa editrice sono semifinalisti quest'anno al Premio Scerbanenco per il miglior noir dell'anno. L'editore palermitano è, tra tutte le case editrici italiane, quella presente con il maggior numero di scrittori alla semifinale 2006. Si tratta di Danilo Arona con 'Cronache di Bassavilla', Nino Filastò con 'Aringa rossa', Giancarlo Narciso con 'Incontro a Daunanda', Gery Palazzotto con 'Giù dalla rupe', Patrizia Pesaresi con 'Dopo la prima morte' e Salvo Toscano con 'L'enigma Barabba'."
LA STAMPA (18 novembre 2006) "Saranno i lettori a decidere i cinque finalisti del 'Premio Scerbanenco' nell'ambito del Courmayeur noir in festival'... in gara: Danilo Arona, 'Cronache di Bassavilla'... Nino Filastò, 'Aringa rossa'...Giancarlo Narciso, 'Incontro a Daunanda'... Gery Palazzotto, 'Giù dalla rupe'... Patrizia Pesarese, 'Dopo la prima morte'... Salvo Toscano, 'L'enigma Barabba'".
HORRORMANIA (ottobre 2006) "Al secolo: Arona. In arte: Danilo. Asso del thriller, maestro della suspence, tessitore di trame labirintiche, chitarrista d'eccezione, investigatore dell'occulto, vate dell'alimentazione all-natural, affabulatore senza eguali, profeta del alto oscuro. Troppa carne al fuoco? In realtà, troppo poca. Danilo Arona è non solo tutto questo ma anche molto, molto di più. In primo luogo, uomo etico. Contro l'impero dell'imbecillità globalizzata, grottesco big carnival in cui l'etica è diventata combustibile da rogo, Danilo accetta la sfida del narratore duro e puro. Il suo campo d'azione è vasto quanto gli accordi a tutt'oggi fantasmagorici di Jimi Hendrix, immortale icona del rock con la quale Danilo ha un rapporto tutto suo. Dall'inquietante transito di spettri de 'La stazione del dio del suono' agli infiniti ritorni de 'Il vento urla Mary', dal groviglio esoterico-satanico di 'Palo Mayombe' all'esplorazione degli incubi de 'L'ombra del dio alato', il lavoro letterario di Danilo Arona riesce sempre, invariabilmente a sedurre, atterrire e stupire. Esce in questi giorni la sua più recente 'discesa nel maestrolm':'Cronache di Bassavilla' (Dario Flaccovio Editore). Non facciamoci ingannare da titolo in qualche modo giornalistico. Bassavilla è l'alter-ego geografico di Alessandria. In superficie, sonnacchioso centro agreste. Nel sottosuolo, portale del settimo cerchio infernale. Precisamente la nostra final destination". Alan D. Altieri
IL GIONALE DELL'ALTOMILANESE (1 settembre 2006) "Se avete paura dei fantasmi, questo libro non fa per voi. Se, al contrario, il mondo dell'occulto, del paranormale, delle leggende tinte di nero fa parte del vostro personale ventaglio di interessi, leggendo questa breve nota, potreste scoprire - o, vista la possente produzione letteraria dell'autore, ritrovare - un attento osservatore di quel mondo parallelo di misteri che, tra luci e ombre, fa capolino sempre più spesso nella nostra realtà di ogni giorno. Il fantasma in questione, che frequenta questo libro dall'inizio alla fine, si chiama Melissa e il modo in cui entra in scena è degno di una grande produzione hollywoodiana: in che altro modo definire la presenza di una ragazza, capelli biondi, giubbotto rosso e jeans, che contemporaneamente, nella notte del 29 dicembre 1999, si fa investire da quattro automobilisti su quattro automobili su quattro diverse autostrade del Nord Italia? Quattro incidenti, quattro apparizioni, ma una sola vittima. E questo è solo l'inizio. L'autore comincia la propria ricerca - il libro è il 'taccuino' in forma di romanzo di un investigatore dell'occulto - scoprendo che al nome di Melissa sono associate altre storie e altri curiosi episodi, alcuni di natura violenta: virus informatici, leggende parallele dall'altra parte dell'oceano, autostoppiste che svaniscono all'improvviso, malati che improvvisamente, in un letto di ospedale, subiscono traumi pari a quelli di un investimento stradale. Danilo Arona (ha anche il 'phisique du role' per raccontare queste storie, vi consiglio vivamente di ammirarlo nella home page del suo sito, www.daniloarona.com) percorre con attenzione le dinamiche intorno a questa vicenda, alternando notizie reali - o quanto meno apparse davvero sui giornali - e finzioni letterarie. Sullo sfondo lontane antiche storie di Bassavilla, pseudonimo nemmeno troppo misterioso di Alessandria, città dove Arona vive, continuando a cercare tra le ombre le risposte a tanti misteri: 'Non ho risposte, ma nell'accozzaglia nerastra si moltiplicano le screziature di rosso e i bubboni gelatinosi in rilievo. E un volto. Ma il volto di chi? In quel caos cellulare forse inizio a capirci. E ho paura'".
Daniele Oldani
ILCASSETTO.IT (settembre 2006) "Il 29 dicembre 1999, alle 5,20 di mattina, una ragazza bionda viene investita e uccisa da un'auto in transito sull'autostrada Bologna-Padova. Lo stesso giorno e alla stessa ora, su differenti autostrade italiane, la medesima ragazza appare in forma fantasmatica ad altri automobilisti, che inevitabilmente la travolgono, facendola scomparire nel nulla. Il nome di tale ragazza è Melissa. In maniera inspiegabile, la morte di Melissa genera un misterioso intrigo di eventi dalle tinte drammatiche che, pur propagandosi attraverso il mondo, ha come epicentro una piccola città di provincia chiamata 'Bassavilla'. Questa è, in breve, la trama dell'ultimo romanzo di Danilo Arona 'Cronache di Bassavilla', pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Inspirandosi a numerosi fatti di cronaca tanto perturbanti quanto veri e soprattutto prendendo spunto da una leggenda metropolitana divulgata in rete da un 'oscuro' sito internet, Danilo Arona, uno dei più accreditati autori horror italiani, dà corpo a una storia avvincente che con perfetto equilibrio combina insieme finzione e realtà. Composto grazie a uno stile del tutto omologo a quello giornalistico, il libro di Arona impartisce alla letteratura nostrana di genere una lezione di rara immediatezza espressiva che incanta e cattura". Andrea Fiorito
OREPICCOLE.ORG (28 agosto 2006) “Segnalo en passant un libro di Danilo Arona che si chiama ‘Cronache di Bassavilla’ (Dario Flaccovio, 2006). Il libro (che non è un romanzo, non è una raccolta di racconti, non è un reportage, non è un sonetto con la coda, non è un capitolo in terza rima: è un libro, questo è il suo solo genere) raccoglie i materiali pubblicati da Arona nell'omonima rubrica sul sito Carmillaonline, rielaborandoli, integrandoli, intrecciandoli. E' interessante il recupero del territorio norditaliano come territorio di fantasmi, storie e misteri, in maniera non pacchiana: questo naturalmente non fa di Arona lo Stephen King italiano, ma piuttosto lo pone a fianco di Eraldo Baldini e Tiziano Sclavi, il che va già benone… Il merito di Arona – e insomma il suo talento – è un po' quello di rendere cronaca l'incredibile senza stupirsi più di tanto (è come se ci dicesse a ogni pagina ‘cosa ci volete fare? E' così, le cose che sto raccontando sono andate proprio nel modo in cui le sto raccontando’)”.
Gabriele Datati
STRADANOVE.NET (4 agosto 2006) "Esplorare l'imponderabile. Indagare ai confini del reale per cercare tracce di razionalità nell'oscuro, nel leggendario, nel demoniaco. Danilo è un giornalista investigativo molto particolare: il suo campo è tutto ciò che rifugge la luce e si nutre di incredulità e impossibile. Vive a Bassavilla, una città del Nord Italia uguale a tante altre ma per certi versi unica: eretta sopra una Sincronica Maggiore, una linea di scorrimento di terrificante potenza energetica, Bassavilla ha regalato ai suoi abitanti poteri con cui non è sempre facile convivere. Loro possono vedere e sentire cose che nessun altro può vedere e sentire. È il marchio di Bassavilla, quell’energia che vibra, soprattutto dal basso, e aggancia altre energie nomadi. Come Melissa… Il 29 dicembre 1999, alle 5.20, una ragazza senza documenti, bionda e con un giubbotto rosso, viene investita sull’autostrada Bologna – Padova. Ne parlano giornali e televisioni, e per tutti lei è Melissa. Ma perché nella stessa notte e alla stessa ora, altri automobilisti in altre autostrade raccontano di essersi trovati di fronte la medesima ragazza bionda col giubbotto rosso? E perché in quel preciso istante un micidiale virus informatico, 'Melissa', fa la sua prima comparsa in rete, dando origine non si sa bene come a una catena di suicidi che pare non avere fine? Forse tutto è legato alla misteriosa scomparsa di Melissa Prigione, avvenuta 70 anni prima in città, o ancora alla leggenda di Melissa la sanguinante, il cui nome è meglio non evocare davanti allo specchio, o addirittura alla morte di M., una ventiduenne di Bassavilla deceduta nel sonno dopo un terribile incubo, o al fantasma di Melissa Graps del film 'Operazione paura' di Bava. Tante morti, tanti orrori e tante Melisse. Per (provare a) fermare l’incubo, Danilo dovrà continuare a indagare, domandare e scrivere. Solo così potrà capire il fil rouge che collega tutti questi misteri. Solo così potrà tenere a bada il suo spirito guida… guarda caso una ragazza bionda con un giubbotto rosso, che non smette di seguirlo… Critico cinematografico, giornalista e scrittore, Danilo Arona dà vita in 'Cronache di Bassavilla' a un affascinante e tortuoso romanzo investigativo (basato su racconti, storie e credenze 'vere', tutte meravigliosamente tenute assieme dalla fantasia dell'autore) in grado di accarezzare, in modo analitico e spesso filosofico, il lato oscuro della realtà. Reportage giornalistico, diario privato e fiction letteraria di grande qualità: per chi ama leggende urbane e misteri insoluti, 'Cronache di Bassavilla' è un brivido di piacere e paura che merita un posto privilegiato in libreria".
Giovanni Scalambra
PULP (n.62 luglio-agosto 2006) "Twiling zone. Così Rod Serling, sul finire degli anni '50, definiva lo spazio ignoto in cui la realtà annega impercettibilmente nei recessi sconosciuti della psiche, incontra i propri fantasmi e produce ossessioni. Allora, a confrontarsi con la mise en scene di un immaginario scomposto e spaventoso - fulcro narrativo della celebre serie TV - era soprattutto la middle class di una provincia dai confini labili, più luogo metafisico che concreto. Sospeso dentro una mappa atemporale, dove la nebbia contende al crepuscolo il potere di deformare l'ordine acquisito del mondo e delle cose. La stessa nebbia che è sfondo cangiante eppure denso delle 'cronache' che compongono questo libro, come della smalltown nostrana, Bassavilla, che ne è protagonista. Più vicina che mai, per familiarità con la 'demoniaca penombra' degli incubi, ai minimali scenari fantastici descritta da tanto cinema e letteratura horror. Perché sono questi, infatti, i territori oscuri in cui Danilo Arona si muove magistralmente da diverso tempo, sia nelle vesti di critico ciematografico e saggista sia in quelle di narratore, ma anche raccogliendo storie, mitologie e X-Files di provincia che forse, meglio di tanti trattati sociologici, possono illuminarci sulle paure che non sappiamo estirpare, sulla delirante normalità dei microcosmi in cui viviamo. E fil rouge delle suddette 'investigazioni' giornalistiche dell'autore è proprio una urban legend contemporanea, solo in apparenza circoscritta tra l'autostrada Bologna-Padova e il Tanaro, tra il centro storico di Alessandria (la Bassavilla dove vive Arona) e l'universo impalpabile della rete: quella di Melissa, fantasmatica e sanguinante presenza, le cui tracce corrodono, dal 29 dicembre 1999, il solido buon senso di chi dice di averla incontrata, virus, ectoplasma, anima in pena, comunque corpo di perturbante vividezza. E se lo scetticismo è d'obbligo nel registrare testimonianze e teorie degne di Fox Mulder ('spazi del plasma', 'dislocamenti spazio-temporali'), tuttavia è difficile non cedere, come fa Arona, al sortilegio dell'oscurità in cui releghiamo il terrore della morte e della perdita, al richiamo di quella twilight zone che ha ormai preso pieno possesso anche del soggiorno di casa".
Ombretta Romei
GAZZETTA DI PARMA (12 luglio 2006) "Sono anni ormai che Danilo Arona, giornalista e scrittore piemontese, indaga con pazienza e passione il Lato Oscuro della realtà. Attraverso i suoi numerosi saggi, articoli, inchieste e romanzi (sempre in bilico tra il reportage e la fiction) ha costruito un reticolo (forse sarebbe meglio dire un labirinto) che invischia i suoi lettori con la stessa efficacia della tela di ragno. Già, perché il materiale raccolto in tanti anni di ricerche intorno a misteri su cui la Ragione appare impotente si è a poco a poco amalgamato, interconnesso e ha preso forma in un unico complesso disegno. Mentre, nel frattempo le doti di Arona come narratore si sono progressivamente affinate. 'Bassavilla è stata costruita sopra una Sincronica Maggiore, una delle più potenti linee di scorrimento energetico. E' divenuta, nel tempo, una specie di talismano che pulsa in un certo modo, attraversata di sotto da un fitto reticolato di gallerie che conducono in strani posti... qui capitano cose che non sono mai casuali ma quasi sempre connesse dal principio di sincronicità. La gente che abita qui ha doni e poteri di cui preferisce non parlare: ho più di trecento casi nel mio archivio che lo testimoniano...'. Coì recitano alcuni passaggi dell'ultimo lavoro di Danilo Arona, 'Cronache di Bassavilla'. Struttura composita, che a una patina stilistica romanzesca associa un impianto da reportage giornalistico e da indagine 'in progress', il volume si costriusce attorno alla misteriosa figura di Melissa, personaggio che prismaticamente si scompone in ineffabili identità. Melissa è una ragazza suicida negli anni Venti a Bassavilla (la Alessandria dove è nato Arona)... Melissa è una 'lap dancer' americana morta in circostanze qunatomeno singolari. Melissa è una 'urban legend', una leggenda metropolitana che rimbalza in Internet. Melissa è un 'bogus', uno di quegli amici immaginari che accompagnano i bambini nel loro cammino di crescita. Melissa è uno spirito guida. Melissa è uno spettro degli specchi che può essere evocato con una triplice formula di invocazione... C'è un potente filo rosso (e non d'altro colore) a legare fra loro i tanti pezzi scomposti di questo improbabile puzzle. C'è un percorso di morte che unisce tempi e luoghi anche molto lontani fra loro. E Arona, lugubre menestrello della nostra straziata contemporaneità, ha preso ancora una volta la parola per consegnarci quel filo e indicarci quel cammino. Il lettore, a questo punto, è libero di seguirlo o di percorrere strade ben più rassicuranti."
Elissa Piccinini
FILM TV (9 luglio 2006) "C'è chi ha scritto che potrebbe essere lo Stephen King italiano (glielo auguriamo!), di certo con questo 'Cronache di Bassavilla' Danilo Arona si conferma scrittore interessante e capace di costruire una storia (ma è davvero solo una storia?) intrigante. Bassavilla (in realtà Alessandria, città natale dell'autore) è il punto di partenza e di arrivo di una complessa ricognizione - attraverso internet, i giornali, i diretti testimoni - innescata dall'apparizione di una ragazza bionda in una notte di pioggia lungo l'autostrada Bologna-Padova. 38 capitoli - ognuno con il titolo di un film - per scoprire che realtà, suggestione, paura e coincidenze si mescolano e come le tessere di un puzzle trovano alla fine il posto giusto. Con una 'certa inquietudine' nel lettore".
Il RIFORMISTA (5 luglio 2006) "Sulla Bologna-Padova alle 5,20 del mattino del 29 dicembre 1999, una giovane autostoppista bionda materializzatasi dal nulla viene investita da un automobilista sonnolento. Altri conducenti racconteranno che a chilometri di distanza, su altre autostrade, ma nello stesso giorno e nel medesimo istante, hanno rischiato di travolgere la stessa ragazza. Melissa, questo il nome attribuito alla giovane donna, diventerà leggenda. Comincia con questo mistero l'indagine di 'Cronache di Bassavilla' dell'alessandrino Danilo Arona. La figura di Melissa si arricchirà a poco a poco di una serie di rimandi tra storia recente e cronaca: una Melissa Prigione scomparsa a Bassavilla nel 1925, un virus informatico Melissa che ha causato suicidi a catena nel mondo a partire dal dicembre '99; due bambine che chiamano allo specchio 'Melissa la sanguinante' senza rendesi conto del grave pericolo cui vanno incontro. Sullo sfondo Bassavilla, provincia oscura, sporca, negletta".
ILGRIDO.ORG (luglio 2006) "Un libro inquietante che si legge in poche ore, proprio per la capacità dell’autore di catturare l’attenzione con uno stile da indagine giornalistica che nulla tralascia. Arona ci conduce lungo un’intricata storia di terrore e morte alla ricerca di una spiegazione plausibile, attraverso una analisi lucida di fatti di cronaca e leggende metropolitane, che tra loro si collegano soltanto attraverso il nome della protagonista, Melissa, o la data in cui accadono, 29 dicembre 1999. Ma è difficile distinguere i fatti reali dall’invenzione letteraria. Il racconto si snoda in modo cronologico, frammentario, ogni capitolo è come la tessera di un puzzle che si definisce a poco a poco, come se lungo l’arco della ricerca si venissero ad aggiungere piccoli parti che maggiormente fanno luce sull’intreccio inspiegabile dei fatti. L’ambientazione è molto curata, la descrizione dei luoghi particolareggiata, sembra di conoscerli, di vederli, quei luoghi di provincia tra Alessandria e Monferrato immersi nella nebbia che li avvolge e che condiziona anche l’umore degli abitanti. E la nebbia, forse, è la vera protagonista del libro, la si annusa, la si vede, se ne viene avvolti. 'È lei, la nebbia, il marchio della città, che ti entra nelle ossa e nei polmoni, facendoti morire anzitempo. Arriva dal basso, nasce sotto i tuoi piedi e punta verso l’alto. Guardateci dentro con la massima concentrazione, ma attenzione ai miraggi.' Degno di nota in questo libro non è tanto la trama in sé stessa, che per la sua peculiarità può interessare anche chi non ama le storie di fantasmi, ma il modo in cui è raccontata, lodevole sia per lo stile linguistico, la proprietà del linguaggio, sia per la tecnica del racconto. 'Cronache di Bassavilla' non annoia mai e trascina il lettore nel vortice degli eventi narrati, con la logica e la razionalità di chi si avvicina al paranormale da scettico e cerca con l’analisi lucida di svelarne i meccanismi e renderli spiegabili per la mente umana. Ma, nonostante questo, si resta invischiati nelle maglie del mistero e dell’irrazionale. Arona affascina, cattura, rende appassionante anche un tema difficile e di nicchia come il genere horror, lasciando fino all’ultimo il beneficio del dubbio, senza mai squarciare del tutto quel sottile velo che separa la realtà dall’imponderabile, la chiarezza dal mistero. 'Bassavilla è ovunque. Guardate bene nella nebbia. E non dimenticatelo: a noi che qui siamo nati la nebbia piace. Amiamo il suo fruscio e la sua coscienza. Amiamo svanire nel suo grigiore stagnante con i colletti tirati sin sopra le orecchie, le mani in tasca e le tese dei cappelli che nascondono gli occhi. A noi piace perché nasconde la realtà.'"
Vanessa Menicucci
CINQUE GIORNI (14 giugno 2006) “Ho letto molti racconti e romanzi di Danilo Arona e penso di non sbagliare se affermo che insieme a Gianfranco Nerozzi e Eraldo Baldini è uno degli autori italiani che meritano di essere valorizzati. ‘Cronache di Bassavilla’ è una storia dell’orrore soprannaturale che parla di fantasmi e di antiche leggende tramandate in mezzo alle nebbie della pianura Padana. Storie inverosimili che scaturiscono dalla nebbia, da quella luce greve in grado di divenire il buoi dell’anima, dal silenzio, come dice lo stesso Arona con una felice intuizione letteraria. E poi prosegue: Bassavilla è ovunque. Guardate bene nella nebbia. E non dimenticatelo: a noi che qui siamo nati la nebbia piace. Amiamo il suo fruscio e la sua coscienza. Amiamo svanire nel suo grigiore stagnante con i colletti tirati sin sopra le orecchie, le mani in tasca e le tese dei cappelli che nascondono gli occhi. A noi piace perché nasconde la realtà. Ho lasciato che fossero le parole di uno scrittore a parlare di un romanzo che non è un romanzo, ma una raccolta di racconti e di leggende metropolitane che hanno come filo conduttore un misterioso personaggio chiamato Melissa. Una ragazza bionda con un giubbetto rosso e senza documenti viene investita sull’autostrada Bologna-Padova, ma nel solito istante la ragazza appare ad altri automobilisti ed è sempre Melissa, una donna morta molti anni prima o forse una presenza immortale. Melissa la sanguinaria è anche un virus informatico, fa suicidare le persone, appare e scompare come se fosse un incubo materializzato. Arona snoda la sua trama in modo poco convenzionale, raccontando articoli di cronaca nera, leggende raccolte con pazienza certosina e misteri italiani rimasti senza soluzione. L’ambientazione tra le nebbie di Alessandria e i paesi del Monferrato è molto curata. ‘Cronache di Bassavilla’ è un romanzo horror che parla di fantasmi, di luoghi infestati, di presenze misteriose e impensabili che possono uscire persino da uno specchio, da un televisore, dal corpo di una ragazza addormentata. Inquietudine, tensione e paura sono gli elementi fondamentali per un romanzo dell’orrore maturo e scorrevole che fa di Danilo Arona un emulo originale dello Stephen King prima maniera”.
Gordiano Lupi
SCHELETRI.COM (7 giugno 2006) "È molte cose differenti, la misteriosa Melissa protagonista di queste 'Cronache di Bassavilla'. È la leggenda urbana di una ragazza investita la cui proiezione psichica al momento della morte è stata vista da altri automobilisti su diverse autostrade, e il cui fantasma da allora fa l’autostop tra il nord Italia e le highways nordamericane. Ma è anche un virus informatico che alla stessa ora del tragico incidente proliferava in Italia e nel mondo, causando forse una impressionante catena di suicidi. E ancora, potrebbe essere una Melissa scomparsa misteriosamente a Bassavilla molti anni prima, uno spirito guida, una apparizione nei televisori e gli specchi che terrorizza ragazzine. Vi è un po’ di tutto in questo romanzo in forma di reportage di Danilo Arona: spiritismo, para-geologia, internet, white noise, spiriti vendicativi stile Ringu e rimandi ad alcune delle pellicole cinematografiche che in questi ultimi anni hanno rilanciato la ghost-story (l’autore li omaggia quasi tutti citandoli nei titoli dei vari capitoli), ma, per sua ammissione, anche più di un fondo di verità negli eventi raccontati. E, nonostante lo stile a tratti virato forse troppo nel divulgativo più che narrativo, il lettore si addentra agevolmente in una storia davvero intrigante ed intricata. Una ghost-story ricca di buone trovate e a tratti davvero terrorizzante. E giunti alla fine, oltre alla suggestione dell’affresco esoterico che Arona ci lascia intravedere, resta il sottile brivido che ci viene dal dubbio su dove e quando alla cronaca di fatti sconcertanti ma reali si sovrapponga la fantasia dello scrittore. Voto: 7".
Vincenzo Barone Lumaga
IL SECOLO D'ITALIA (4 giugno 2006) "Un modo per rivitalizzare il genere fantastico potrebbe essere quello di incrociare narrativa e giornalismo. Ci prova Danilo Arona, con una sorta di 'docudrama' su una serie di leggende metropolitane tutte italiane. Il filo conduttore è Melissa: ragazza investita su un'autostrada, e pure vista da altri automobilisti alla stessa ora dell'incidente; virus informatico, all'origine di una catena di suicidi; ragazza scomparsa settanta anni prima da una cittadina di provincia. Intorno a questo filo narrativo, si sgomitala una storia ricca di citazioni cinematografiche, poste in epigrafe - ma non solo - ai singoli capitoli. Fantasmi, case infestate, suicidi misteriosi, pazzeschi incidenti stradali, visti con l'ottica di un Fox Mulder di casa nostra: lo spezzettamento della storia non giova alla creazione di un 'climax' tragico, sicché il modo migliore per gustarsi questo libro è leggersi un capitolo al giorno, prima di andare a dormire... e buoni incubi".
Errico Passaro
BELLA (25 maggio 2006) "Una giovane autostoppista bionda materializzatasi dal nulla e investita da un automobilista sonnolento sulla Bologna-Padova alle 5.20 del mattino del 29 dicembre 1999. Vari automobilisti racconteranno che a chilometri e chilometri di distanza, su altre autostrade, ma nello stesso giorno e nel medesimo istante hanno rischiato di travolgere la stessa ragazza bionda che barcollava in corsia. Melissa, questo il nome attribuito alla giovane donna, diventerà leggenda. Ma a Bassavilla le tracce di Melissa, più che fantasie da leggenda metropolitana, sono quasi tangibili. Basta saperle cercare...".
SEPANET.IT (25 maggio 2006) "Chi è Melissa? Una ragazza affogata misteriosamente nel Tanaro durante il ventennio fascista? Una giovane donna travolta da un'auto in una notte di pioggia su un'autostrada, il cui fantasma appare nella notte agli automobilisti, contemporaneamente in luoghi diversi? O un virus informatico che, per vie subliminali, provoca il suicidio di utenti di Internet dalla psiche più fragile? E' tutto questo e altro ancora, perché questo nome suggestivo indica un annodarsi di influenze mortali che non si comprende bene da dove principino, ma che di sicuro diffondono terrore e provocano incomprensibili decessi. L'autore registra con piglio giornalistico una serie di eventi che esulano da ciò che riteniamo razionalmente spiegabile. Intreccia fatti e ricordi, testimonianze e impressioni, arrivando a descrivere un mondo che perde la materiale consistenza che ci illudiamo di conoscere attraverso le percezioni dei sensi e le elaborazioni razionali. Le rivoluzionarie scoperte tecnologiche, risultato della cosiddetta 'rivoluzione quantica', si basano sulla premessa che la realtà essenziale del mondo non è materiale. Vivremmo dunque all'interno di una griglia di energie vibrazionali, che giustificherebbe i fenomeni paranormali che l'autore descrive con allucinata precisione, quasi da reportage giornalistico. E' questo il fascino del romanzo, dove è difficile separare la pura invenzione fantastica da esperienze e ricordi di vita vissuta, con i suoi personaggi caratteristici e noti alle cronache paesane, quelle di Bassavilla come di tanti altri paesi del mondo. Danilo Arona dunque riesce magistralmente nell'intento di usare il genere realistico solo per sovvertirlo e superarlo, secondo quanto l'autore stesso dice di un certo cinema (Arona è anche critico cinematografico) da cui provengono, a suo avviso, presagi e segnali atti a illuminarci sull'oscura essenza della realtà".
Sergio Palumbo
SCRITTURE/BLOG/KATAWEB.IT/FRANCESCAMAZZUCCATO (23 maggio 2006) "Ho letto molti racconti e romanzi di Danilo Arona e penso di non sbagliare se affermo che insieme a Gianfranco Nerozzi ed Eraldo Baldini è uno degli autori horror italiani che meritano di essere valorizzati. Cronache di Bassavilla è una storia dell’orrore soprannaturale che parla di fantasmi e di antiche leggende tramandate in mezzo alle nebbie della pianura Padana. Storie inverosimili che scaturiscono dalla nebbia, da quella luce greve in grado di divenire il buio dell’anima, dal silenzio, come dice lo stesso Arona con una felice intuizione letteraria. E poi prosegue: Bassavilla è ovunque. Guardate bene nella nebbia. E non dimenticatelo: a noi che qui siamo nati la nebbia piace. Amiamo il suo fruscio e la sua coscienza. Amiamo svanire nel suo grigiore stagnante con i colletti tirati sin sopra le orecchie, le mani in tasca e le tese dei cappelli che nascondono gli occhi. A noi piace perché nasconde la realtà. Ho lasciato che fossero le parole dello scrittore a parlare di un romanzo che non è un romanzo, ma una raccolta di racconti e di leggende metropolitane che hanno come filo conduttore un misterioso personaggio chiamato Melissa. Una ragazza bionda con un giubbetto rosso e senza documenti viene investita sull’autostrada Bologna - Padova, ma nel solito istante la stessa ragazza appare ad altri automobilisti ed è sempre Melissa, una donna morta molti anni prima o forse una presenza immortale. Melissa la sanguinaria è anche un virus informatico, fa suicidare le persone, appare e scompare come se fosse un incubo materializzato. Arona snoda la sua trama in modo poco convenzionale, raccontando articoli di cronaca nera, leggende raccolte con pazienza certosina e misteri italiani rimasti senza soluzione. L’ambientazione tra le nebbie di Alessandria e i paesi del Monferrato è molto curata, forse il punto debole del romanzo è l’assenza di veri protagonisti perché la narrazione prosegue frammentaria seguendo il flusso dei ricordi. In ogni caso ringrazio Arona per non aver tirato in ballo l’ennesimo commissario di pubblica sicurezza, un giudice o un carabiniere, perché non ne posso più degli scrittori italiani affezionati agli stereotipi di Simenon e di Camilleri. Arona sceglie la via del racconto fantastico e lascia il lettore nell’incertezza, facendolo vivere di paure concrete e di sogni cinematografici. La passione per il cinema porta l’autore a intitolare ogni capitolo come se fosse un vecchio film e tutto il romanzo è infarcito di situazioni che fanno pensare a molte pellicole horror. Cronache di Bassavilla è un romanzo horror che parla di fantasmi, di luoghi infestati, di presenze misteriose e impensabili che possono uscire persino da uno specchio, da un televisore, dal corpo di una ragazza addormentata. Arona racconta le leggende delle sue parti e le inserisce in una storia ben strutturata che fa capire come l’Italia sia terra misteriosa e per questo adatta alla narrativa dell’orrore. La leggenda della ragazza nel fiume, la leggenda di Melissa la sanguinaria che rompe gli specchi, le apparizioni improvvise tra le nebbie lombarde… Inquietudine, tensione e paura, sono gli elementi fondamentali per un romanzo dell’orrore maturo e scorrevole che fa di Danilo Arona un emulo originale dello Stephen King prima maniera".
Gordiano Lupi
IL PICCOLO (19 maggio 2006) "Danilo Arona dice di amare la nebbia. Da uno scrittore horror (ma le definizioni sono sempre riduttive), che con ombre, allucinazioni e tiri mancini dell'immaginazione ha una disinvolta dimestichezza, non ci si poteva aspettare altrimenti. E' allora facile capire come la 'Bassavilla' del suo ultimo libro non sia altro che una città schermo dietro alla quale si nasconde la sua amata Alessandria. Il libro di Arona, 'Cronache di Bassavilla', è una dichiarazione d'amore per la sua città, e le vicende in esso raccontate sempre in qualche modo si rifanno a quei 'misteri di provincia' da lui indagati".
INALESSANDRIA (16 maggio 2006) "Bassavilla, altro non è che il nome d’arte con cui Arona propone la città di Alessandria come scenario ma anche come motore di una suggestiva e raffinata trama noir che trova proprio nell’atmosfera tipicamente padana, grigia e apparentemente dormiente, della nostra provincia il migliore alleato per tratteggiare con maestria una storia intensa, che sa correre, con costanza, sul filo di quel brivido che mescola con sapienza il piacere e la paura del mistero. 'Cronache di Bassavilla' narra di una strana e terribile leggenda metropolitana che ha il profumo dei nostri ricordi di infanzia. La sua protagonista è una giovane autostoppista bionda materializzatasi dal nulla e investita da un automobilista sonnolento sulla Bologna-Padova alle 5,20 del mattino del 29 dicembre 1999. Vari automobilisti racconteranno che a chilometri e chilometri di distanza, su altre autostrade, ma nello stesso giorno e nel medesimo istante hanno rischiato di travolgere la stessa ragazza bionda che barcollava in piena corsia. Melissa, questo il nome attribuito alla giovane donna, diventerà leggenda. Le sarà dedicato un sito web e su questo sito appariranno le sue foto. Le foto di un fantasma? E’ così che la leggenda comincia a contaminare la realtà... Con elementi iniziali, fili sparpagliati di vicende che all’apparenza nulla condividono. Una Melissa Prigione scomparsa da Bassavilla nel 1925, un’autostoppista fantasma che infesta le strade dal dicembre ’99. E sullo sfondo Lei: Bassavilla. La nostra provincia alessandrina, opaca, sporca e negletta, che amiamo e odiamo con eguale intensità, ma che, in fondo, bene ci rappresenta, incarnando la nostra più intima e comune essenza di 'gente di pianura' che custodisce dentro di sè il segreto dell’oscurità misteriosa della nebbia. Proprio a Lei, a quella sua atmosfera pesante e al tempo stesso leggera, Danilo Arona ha affidato un ruolo primario che va oltre quello di un plausibile scenario dell’intreccio: Bassavilla è il solo scenario possibile di un thriller che, grazie alla penna ispirata dell’autore, saprà rapire i lettori per trascinarli in un mondo sospeso tra la magia del mistero e la paura del thriller. Del resto quello tra Danilo Arona e la sua terra è un legame forte e sentito, come dimostra la sua produzione letteraria... a favore del nostro orgoglio di appartenenza a questa città che, a dispetto di ogni stereotipo negativo, si è conquistata un ruolo da protagonista nella letteratura moderna".
HORRORMANIA (maggio 2006) "Torna Danilo Arona in libreria. E lo fa con un libro che affronta uno dei suoi argomenti prediletti... una leggenda metropolitana. Una storia sospesa a metà tra realtà e fantasia, una leggenda che circola in Italia da circa sei anni: quella di Melissa, una ragazza bionda investita sulla Bologna-Padova alle 5,20 del mattino del 19 dicembre 1999... Un romanzo che, pagina dopo pagina, si divora in poche ore".
URBAN (maggio 2006) "Al cinema vi è piaciuto 'Donnie Darko'? Vi piacerà questo 'Cronache di Bassavilla' che altro non è che Alessandria, città natale dell'autore e sfondo nebbioso e grigio dei suoi racconti. Racconti che stanno a metà tra fantasia e realtà, tra normale e para-normale, ma che di fatto ruotano tutti intorno a una temuta , ma assai diffusa leggenda metropolitana: quella di Melissa, giovane autostoppista dai tratti slavi, vestita in jeans e giubbotto rosso, che si materializza contemporaneamente in diversi, e lontani tra loro, tratti autostradali del Nord Italia. E come appare, scompare, facendo rischiare, oltre all'incidente, l'infarto ai malcapitati automobilisti che se la trovano davanti. Donne del passato e del presente, un lupo solitario che trasmette alla radio di notte, bambine che parlano con gli specchi, si mescolano al terribile virus informatico Melissa worm e a siti e blog su Voci e Leggende Contemporanee, di cui l'autore è realmente fondatore di un centro raccolta... Pagine senza dubbio curiose, infarcite di casi, nomi e citazioni cinematografiche, che forse sono un po' tantine. Lettura che ci sentiamo di sconsigliare vivamente alle persone impressionabili e fifone".
Marta Topis