PANORAMA (31 gennaio 2008) "Le comunità del passaparola sono un aiuto determinante soprattutto per la piccola editoria, che può aspirare a un'improvvisa notorietà. E' il caso di 'Ultimo appello' dell'esordiente Salvo Toscano, un giallo pubblicato da Dario Flaccovio che, viste le dimensioni dell'editore, è stato un trionfo di vendite." Monica Vignale
LA REPUBBLICA - PALERMO (15 novembre 2005) "Dopo avere letto 'Ultimo appello' del giornalista Salvo Toscano ecco cosa viene da pensare: che non esiste una scuola siciliana unitaria del giallo; che il romanzo di genere è una buona stampella cui l'esordiente di turno può aggevolmente poggiarsi per scongiurare il rischio di cadere. E che si può ancora ambientare una storia a aPalermo evitando sterili e inutili cliché. La vicenda narrata, con al centro la morte di due donne, ha un impianto stevensoniano: i due antieroi, l'avvocato Roberto Corsaro, irreprensibile sino alla noia, e il fratello Fabrizio, giornalista bohemien, incarnano le anime opposte di un unico protagonista ideale, che si sdoppia rendendo la trama più guizzante, variegata. La lingua utilizzata da Toscano sembra fare il verso a Santo Piazzese, ricca com'è di riferimenti e allusioni al mondo del cinema e della musica. Il rilievo dei personaggi è ben definito, il ritmo della storia scorrevole, dall'inizio... alla fine, in cui tutti i conti tornano".
Salvatore Ferlita
LEGGERE TUTTI (novembre 2005) "Roberto e Fabrizio Corsaro. Roberto è un giovane avvocato. Vive dividendosi tra moglie e lavoro. Fabrizio è un cronista di nera, amante delle belle donne. Hanno lo stesso cognome e gli stessi occhi del padre. Per il resto, niente in comune, tranne il desiderio di vederci chiaro".
ABRUZZO OGGI (30 ottobre 2005) "In questo mese mi sono letto un giallo. Dopo molti mesi di vita separata dal genere ‘chi ha ucciso chi’, mi sono fatto convincere. La colpa-merito la devo a una donna invisibile, per me. Si chiama Raffaella Catalano. È stata lei a propormelo e a mandarmelo. Quale ufficio stampa, la vorrei anch’io dalla mia parte. ‘Ultimo appello’ di Salvo Toscano, un nome e cognome perfetto per uno scrittore, è un po’ la mia vita: quella forense e quella rinnegata di giornalista. Nel giallo di Toscano abbiamo due fratelli: Roberto e Fabrizio. Il loro cognome è Corsaro. Il primo è un avvocato, mentre Fabrizio è un cronista di nera. Scenario delle misteriose morti femminili è Palermo. La trama ci presenta due scomparse a distanza di dieci anni. Arco di tempo che i due fratelli cercheranno di rendere elastico. Come se il passato potesse raggiungere il presente e, come in una gara di ciclismo su strada, andare in fuga con il futuro. Lo so, sto andando come sempre oltre il campo coltivato, ma che ci posso fare. Questo è un diario, e non lo spazio di un recensore convinto. Qualcuno che mi conosce troppo bene, e che bene non mi vuole più, sa che ho bisogno di parlare di me stesso per leggere i libri degli altri. Il giallo di Salvo Toscano lo consiglio ai lettori di ‘chi ha ucciso chi’". Gianni Paris
MOLISE OGGI (30 ottobre 2005) "In questo mese mi sono letto un giallo. Dopo molti mesi di vita separata dal genere ‘chi ha ucciso chi’, mi sono fatto convincere. La colpa-merito la devo a una donna invisibile, per me. Si chiama Raffaella Catalano. È stata lei a propormelo e a mandarmelo. Quale ufficio stampa, la vorrei anch’io dalla mia parte. ‘Ultimo appello’ di Salvo Toscano, un nome e cognome perfetto per uno scrittore, è un po’ la mia vita: quella forense e quella rinnegata di giornalista. Nel giallo di Toscano abbiamo due fratelli: Roberto e Fabrizio. Il loro cognome è Corsaro. Il primo è un avvocato, mentre Fabrizio è un cronista di nera. Scenario delle misteriose morti femminili è Palermo. La trama ci presenta due scomparse a distanza di dieci anni. Arco di tempo che i due fratelli cercheranno di rendere elastico. Come se il passato potesse raggiungere il presente e, come in una gara di ciclismo su strada, andare in fuga con il futuro. Lo so, sto andando come sempre oltre il campo coltivato, ma che ci posso fare. Questo è un diario, e non lo spazio di un recensore convinto. Qualcuno che mi conosce troppo bene, e che bene non mi vuole più, sa che ho bisogno di parlare di me stesso per leggere i libri degli altri. Il giallo di Salvo Toscano lo consiglio ai lettori di ‘chi ha ucciso chi’". Gianni Paris
CIOCIARIA OGGI (30 ottobre 2005) "In questo mese mi sono letto un giallo. Dopo molti mesi di vita separata dal genere ‘chi ha ucciso chi’, mi sono fatto convincere. La colpa-merito la devo a una donna invisibile, per me. Si chiama Raffaella Catalano. È stata lei a propormelo e a mandarmelo. Quale ufficio stampa, la vorrei anch’io dalla mia parte. ‘Ultimo appello’ di Salvo Toscano, un nome e cognome perfetto per uno scrittore, è un po’ la mia vita: quella forense e quella rinnegata di giornalista. Nel giallo di Toscano abbiamo due fratelli: Roberto e Fabrizio. Il loro cognome è Corsaro. Il primo è un avvocato, mentre Fabrizio è un cronista di nera. Scenario delle misteriose morti femminili è Palermo. La trama ci presenta due scomparse a distanza di dieci anni. Arco di tempo che i due fratelli cercheranno di rendere elastico. Come se il passato potesse raggiungere il presente e, come in una gara di ciclismo su strada, andare in fuga con il futuro. Lo so, sto andando come sempre oltre il campo coltivato, ma che ci posso fare. Questo è un diario, e non lo spazio di un recensore convinto. Qualcuno che mi conosce troppo bene, e che bene non mi vuole più, sa che ho bisogno di parlare di me stesso per leggere i libri degli altri. Il giallo di Salvo Toscano lo consiglio ai lettori di ‘chi ha ucciso chi’". Gianni Paris
VITERBO OGGI (30 ottobre 2005) "In questo mese mi sono letto un giallo. Dopo molti mesi di vita separata dal genere ‘chi ha ucciso chi’, mi sono fatto convincere. La colpa-merito la devo a una donna invisibile, per me. Si chiama Raffaella Catalano. È stata lei a propormelo e a mandarmelo. Quale ufficio stampa, la vorrei anch’io dalla mia parte. ‘Ultimo appello’ di Salvo Toscano, un nome e cognome perfetto per uno scrittore, è un po’ la mia vita: quella forense e quella rinnegata di giornalista. Nel giallo di Toscano abbiamo due fratelli: Roberto e Fabrizio. Il loro cognome è Corsaro. Il primo è un avvocato, mentre Fabrizio è un cronista di nera. Scenario delle misteriose morti femminili è Palermo. La trama ci presenta due scomparse a distanza di dieci anni. Arco di tempo che i due fratelli cercheranno di rendere elastico. Come se il passato potesse raggiungere il presente e, come in una gara di ciclismo su strada, andare in fuga con il futuro. Lo so, sto andando come sempre oltre il campo coltivato, ma che ci posso fare. Questo è un diario, e non lo spazio di un recensore convinto. Qualcuno che mi conosce troppo bene, e che bene non mi vuole più, sa che ho bisogno di parlare di me stesso per leggere i libri degli altri. Il giallo di Salvo Toscano lo consiglio ai lettori di ‘chi ha ucciso chi’". Gianni Paris
SANNIO OGGI (30 ottobre 2005) "In questo mese mi sono letto un giallo. Dopo molti mesi di vita separata dal genere ‘chi ha ucciso chi’, mi sono fatto convincere. La colpa-merito la devo a una donna invisibile, per me. Si chiama Raffaella Catalano. È stata lei a propormelo e a mandarmelo. Quale ufficio stampa, la vorrei anch’io dalla mia parte. ‘Ultimo appello’ di Salvo Toscano, un nome e cognome perfetto per uno scrittore, è un po’ la mia vita: quella forense e quella rinnegata di giornalista. Nel giallo di Toscano abbiamo due fratelli: Roberto e Fabrizio. Il loro cognome è Corsaro. Il primo è un avvocato, mentre Fabrizio è un cronista di nera. Scenario delle misteriose morti femminili è Palermo. La trama ci presenta due scomparse a distanza di dieci anni. Arco di tempo che i due fratelli cercheranno di rendere elastico. Come se il passato potesse raggiungere il presente e, come in una gara di ciclismo su strada, andare in fuga con il futuro. Lo so, sto andando come sempre oltre il campo coltivato, ma che ci posso fare. Questo è un diario, e non lo spazio di un recensore convinto. Qualcuno che mi conosce troppo bene, e che bene non mi vuole più, sa che ho bisogno di parlare di me stesso per leggere i libri degli altri. Il giallo di Salvo Toscano lo consiglio ai lettori di ‘chi ha ucciso chi’". Gianni Paris
CIVITAVECCHIA OGGI (30 ottobre 2005) "In questo mese mi sono letto un giallo. Dopo molti mesi di vita separata dal genere ‘chi ha ucciso chi’, mi sono fatto convincere. La colpa-merito la devo a una donna invisibile, per me. Si chiama Raffaella Catalano. È stata lei a propormelo e a mandarmelo. Quale ufficio stampa, la vorrei anch’io dalla mia parte. ‘Ultimo appello’ di Salvo Toscano, un nome e cognome perfetto per uno scrittore, è un po’ la mia vita: quella forense e quella rinnegata di giornalista. Nel giallo di Toscano abbiamo due fratelli: Roberto e Fabrizio. Il loro cognome è Corsaro. Il primo è un avvocato, mentre Fabrizio è un cronista di nera. Scenario delle misteriose morti femminili è Palermo. La trama ci presenta due scomparse a distanza di dieci anni. Arco di tempo che i due fratelli cercheranno di rendere elastico. Come se il passato potesse raggiungere il presente e, come in una gara di ciclismo su strada, andare in fuga con il futuro. Lo so, sto andando come sempre oltre il campo coltivato, ma che ci posso fare. Questo è un diario, e non lo spazio di un recensore convinto. Qualcuno che mi conosce troppo bene, e che bene non mi vuole più, sa che ho bisogno di parlare di me stesso per leggere i libri degli altri. Il giallo di Salvo Toscano lo consiglio ai lettori di ‘chi ha ucciso chi’". Gianni Paris
OSTIA OGGI (30 ottobre 2005) "In questo mese mi sono letto un giallo. Dopo molti mesi di vita separata dal genere ‘chi ha ucciso chi’, mi sono fatto convincere. La colpa-merito la devo a una donna invisibile, per me. Si chiama Raffaella Catalano. È stata lei a propormelo e a mandarmelo. Quale ufficio stampa, la vorrei anch’io dalla mia parte. ‘Ultimo appello’ di Salvo Toscano, un nome e cognome perfetto per uno scrittore, è un po’ la mia vita: quella forense e quella rinnegata di giornalista. Nel giallo di Toscano abbiamo due fratelli: Roberto e Fabrizio. Il loro cognome è Corsaro. Il primo è un avvocato, mentre Fabrizio è un cronista di nera. Scenario delle misteriose morti femminili è Palermo. La trama ci presenta due scomparse a distanza di dieci anni. Arco di tempo che i due fratelli cercheranno di rendere elastico. Come se il passato potesse raggiungere il presente e, come in una gara di ciclismo su strada, andare in fuga con il futuro. Lo so, sto andando come sempre oltre il campo coltivato, ma che ci posso fare. Questo è un diario, e non lo spazio di un recensore convinto. Qualcuno che mi conosce troppo bene, e che bene non mi vuole più, sa che ho bisogno di parlare di me stesso per leggere i libri degli altri. Il giallo di Salvo Toscano lo consiglio ai lettori di ‘chi ha ucciso chi’". Gianni Paris
VIGATA.ORG (13 ottobre 2005) “E' uno di quei libri che è impossibile mettere da parte prima di essere arrivati alla fine. Coinvolge con una narrazione vivace ed ironica, avvince con una trama ben costruita e senza falle. Salvo Toscano è un esordiente, ed è pure molto giovane. Classe 1975, e non si direbbe per la maturità con la quale affronta la costruzione di questo giallo classico, dove ogni personaggio lascia un segno e le atmosfere, così come le citazioni numerosissime, non prendono mai il sopravvento su quello che è lo svolgimento del racconto. Roberto è un avvocato ipocondriaco, frustrato da un desiderio di paternità non condiviso dalla moglie e amante del cinema. Bigotto e troppo perbene. Fabrizio è suo fratello, cronista di nera, smaliziato, ironico e amante della bella vita. E delle donne, tante. I due si ritrovano a confrontarsi con un delitto efferato di una giovane donna, trovata morta nel suo appartamento. E con un apparente caso di morte per incidente. Vittima, un'altra ragazza. Stessa età della prima, stessa scuola frequentata. Una scuola cattolica. Della trama, impossibile svelare di più. Di tutto il resto, ci sarebbe da scrivere per ore. Perché l'autore stupisce con i suoi cambi di registro, con i salti dal passato al presente, con l'occhio affettuoso e cinico nello stesso tempo con sui descrive la sua città, una Palermo che cerca di tirare avanti, sommersa dal traffico e in balìa di intellettuali pieni di rancore, ma che nasconde sorprese inaspettate. Il tutto, in un vortice di citazioni, da Hitchcock ai Pink Floyd, da James Bond ai Beatles, da Spencer Tracy a... Terence Hill. La nostra preferenza, totale, va al personaggio di Fabrizio. Irresistibile nel suo sense of humour; che chiama il suo motorinoWinston in omaggio a Orwell e si ritrova alle prese con tutto ciò che vuol dire essere single e non voler crescere... ma doverlo fare. Che ci fa ridere per tutto il libro e alla fine ci lascia un sussulto di angoscia. Cosa rimproverare, a questo autore che si va a posizionare con merito nella schiera di giallisti palermitani (e mi riferisco soprattutto a Santo Piazzese, ma non solo a lui) che fanno venire voglia di partire per Palermo mezz'ora dopo aver finito i loro libri? Forse una presenza un tantino eccessiva della religione nel personaggio di Roberto, che lo rende antipatico. E uno stile leggermente troppo attento ad ammiccare al lettore attirandolo nei meandri delle citazioni, non sempre funzionali anche se mai troppo invasive. Ma è un'opera prima... alla quale auguriamo il successo che si merita. Aspettando con impazienza le successive”.
Maddalena Bonaccorso
IL GIORNALE DI SICILIA (5 agosto 2005) "Ci sono libri che si vendono grazie a un sotterraneo passaparola, che resta il migliore modo per assicurare il successo di un libro. E' il caso di 'Ultimo appello' dell'esordiente Salvo Toscano, che alla libreria Broadway è uno dei più venduti".
Giancarlo Macaluso
THRILLERMAGAZINE.IT (agosto 2005) "'Ultimo appello' è strutturalmente un giallo classico, con una serie di morti misteriose che si susseguono una dopo l'altra (tra ragazze in tutto), narrato in parallelo da due personaggi opposti e complementari, due fratelli, uno giornalista, libertino e agnostico, l'altro avvocato, credente e sposato. Sullo sfondo una Palermo nostalgica, un po' malinconica, quasi crepuscolare, lontana anni luce da quella che ci si aspetterebbe in un romanzo con morti ammazzati, e altrettanto distante dalla Palermo a cui la Storia recente e i media (questi ultimi forse in maniera grossolana e ipertrofica) ci hanno abituato. Il libro si legge bene, i personaggi sono ben delineati, lo stile è asciutto. 'Ultimo appello' è un romanzo leggero, diverte e appassiona, e per questo, probabilmente, fa la sua comparsa in libreria proprio in estate. Anche se, è ovvio, non scadendo come lo yogurt, si può leggere anche fuori stagione".
Fernando Fazzari
CREMAONLINE.IT (agosto 2005) "Due fratelli, profondamente diversi tra loro, indagano sulla morte di due giovani madri. L’indagine si trasformerà in un’ avvincente corsa contro il tempo. 'Ultimo appello': un buon libro giallo".
FILM TV (n. 33 - 21 agosto 2005) "Giallo d'autore. Spazio all'Italia per segnalare ancora una volta la meritevole iniziativa di Dario Flaccovio che continua a pubblicare 'storie nere' legate al territorio. Un modo intelligente per far conoscere giovani (non sempre nel senso dell'età) autori e firme più consolidate. Tra i tanti titoli, 'Ultimo appello', interessante esordio del palermitano Salvo Toscano".
IL GIORNALE DI SICILIA (20 luglio 2005) "La trama gira su una serie di doppi che travolgono il lettore fino a costringerlo a finire il libro prima che la buonanotte arrivi. Un giallo spudoratamente costruito su scale mobili linguistiche e su vorticosi giri tra memoria e presente, che fanno del libro di Salvo Toscano un'obbligata lettura per quest'estate 2005. E lo fanno entrare a buon diritto tra i libri della scuola giallista palermitana che sta sempre più crescendo. Grazie anche a Dario Flaccovio Editore che nella collana Gialloteca mette in vetrina le belle menti di questa città.... Inganni su inganni, l'indagine doppia arriva anche nei meandri della mente, lì dove gli omicidi nascono, si progettano, se ne curano i dettagli. Lì dove l''Ultimo appello' viene chiamato da un assassino che ha deciso di giocare un'intrigante complicata partita a scacchi mettendo in gioco i sentimenti di due fratelli".
Filippo D'Arpa
CENTONOVE (15 luglio 2005) "Davanti a un libro, nuovo o antico che sia, ogni lettore si pone una domanda dal sapore amletico: leggerlo o non leggerlo... Se aprite il libro di Salvo Toscano sarete poi costretti a terminarlo perché la trama incalzante e la scorrevolezza della scrittura vi faranno cadere nella pania della storia e troppo tardi vi accorgerete di essere stati presi implacabilmente al laccio della freschezza dell'intreccio... Carrellate brevi e incisive, cambi di scena che rimpallano il lettore da una parte all'altra, spingendolo verso il bruciante finale... Gente di 'carne e sangue' che potrebbe benissimo vivere e camminare in mezzo a noi... Nel romanzo di Toscano c'è la critica ironica e spietata di una Palermo decadente che si dibatte tra intellettuali accidiosi e vecchi commedianti senza arte né parte".
Roberto Puglisi
SCHELETRI.COM (luglio 2005) "Palermo. Una donna viene brutalmente assassinata dentro il proprio appartamento, poche settimane dopo un'altra giovane segue lo stesso destino, questa volta per via di un pirata della strada. Per motivi professionali i due fratelli Corsaro indagano su queste morti che all'apparenza non hanno nessun legame tra loro. Roberto Corsaro, ipocondriaco e amante della lirica, è l'avvocato difensore del marito di una delle vittime, suo fratello Fabrizio, donnaiolo con la passione per Terence Hill e Bud Spencer, è il giornalista a caccia della verità. Se cercate un giallo ricco di colpi di scena, divertente e da leggere tutto d'un fiato 'Ultimo appello' è quello che fa per voi. Lo stile narrativo del bravissimo Salvo Toscano è brillante, ironico, a tratti spassoso e mai banale; la trama, ben costruita, è caratterizzata dall'alternarsi dei punti di vista dei due protagonisti. Da leggere! Voto: 8/9".
Alessandro Balestra