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DF0008Manuale della nuova conciliazione stragiudizialeLa giustizia facilitata. Strumenti per i cittadini e per gli operatori
ISBN 9788857900087 |
Con la legge 60/2009, la conciliazione stragiudiziale è divenuta obbligatoria per tutte le cause civili e commerciali come metodo alternativo di risoluzione delle controversie.
Utilizzare la conciliazione (come anche le procedure ADR – Alternative Dispute Resolution – mediazione, arbitrato) significa risparmiare sui costi e sui tempi della giustizia. I cittadini, gli operatori commerciali, i manager, gli avvocati, i magistrati e anche gli stessi operatori (conciliatori professionisti) troveranno le norme, le tecniche e i consigli pratici per utilizzare questo strumento di giustizia alternativa.
Il conciliatore stragiudiziale è un professionista opera in presenza di un conflitto tra due o più enti, associazioni, persone, imprese e aiuta il confronto tra le parti, permette quindi il raggiungimento di un accordo. Una figura lontanamente simile al CTU, essendo un terzo esperto nella gestione dei conflitti.
Il mondo della mediazione finalizzata alla conciliazione è vasto ed affascinante; abbraccia principi giuridici, tecniche specifiche, elementi di sociologia e di psicologia che sono alla base delle tecniche di approccio, conversazione e proposizione di soluzioni utilizzate dal professionista (avvocato, dottore commercialista o magistrato), nell’esperienza quotidiana del rapporto con i clienti. È un derivato dell’esperienza, un approccio emotivo, un’esperienza di mestiere, certamente non una tecnica o una disciplina appresa sui banchi di scuola, attraverso precisi percorsi formativi. Raggiungere un risultato, senza passare sotto le forche caudine dei dispendiosi (in termini di denaro e ancor più di tempo) procedimenti giurisdizionali, garantisce la riconoscenza del cliente, la stima dell’avversario e la soddisfazione personale per aver agito con economia di mezzi e di tempi. L’autore di questo libro si è prefisso due precisi obiettivi: l’uno di raccogliere il materiale giuridico e tecnico; l’altro di guidare passo per passo sia il cittadino che l’operatore del settorea compiere una scelta innovativa, nell’affrontare un conflitto o una controversia, sfruttando tutte le potenzialità delle soluzioni alternative (dalla mediazione all’arbitrato). Sarà certamente rilevante l’impatto sociale delle scelte di quel legislatore che voglia inserire la mediazione quale strumento privilegiato per alleggerire il carico dei tribunali, offrendo una maggiore e più efficiente giustizia (alla quale il principio più volte ribadito del giusto processo non ha dato le risposte attese). Tuttavia, non produrrà gli effetti sperati se gli operatori del settore non ne condivideranno il principio, apprendendone le tecniche, insieme ai cittadini e ai manager d’azienda, nella sperimentazione di tali strade. Prova di questa urgenza è data dall’esperienza di altre nazioni, in cui proprio i clienti degli studi professionali hanno esercitato la maggiore pressione affinché si sperimentassero strade alternative, in risposta all’intasamento dei tribunali e ai costi elevati delle consulenze; dimostrazione che questa possa essere la giusta strada da percorrere, in accordo con l’entusiasta convincimento dell’autore.